Pubblicato da: Patrizia Barzaghi | 5 settembre 2013

Le Rossignol sauvage (tradizionale francese)

Il testo di questo canto popolare in lingua francese arriva dal Canada, probabilmente dal Quebec.

Appartiene ad una raccolta di canti  particolarmente suggestivi perché rappresentano la fusione di due culture : i coloni francesi, marinai, esploratori, e soprattutto mercanti di pellicce che incontrano le donne native del nord America, le sposano e formano famiglie miste; i loro discendenti si chiamano Métis,  parlano una lingua mista,  franco-métis, e nei loro canti hanno tramandato per generazioni  la musicalità europea e le immagini della natura selvaggia delle praterie e delle foreste canadesi, mescolate con storie quotidiane.

Trovate un bellissimo e articolato approfondimento, in lingua inglese, in questo link :
http://www.ecclectica.ca/issues/2003/2/whidden.asp

Ecco il testo:

Le rossignol sauvage

Par un dimanche au soir, revenant de voir les filles

Passant par un bois sombre, je l’ai entendu chanter

Le rossignol sauvage qui allait s’y coucher
.

“Beau rossignol sauvage, apprend-moi ton langage

Apprend-moi à parler, à rire et à chanter

Apprend-moi la manière qu’il faut faire pour aimer”
.

“La manière d’aimer, je m’en vais te le dire

C’est d’aller voir les filles, pas tard après souper

En leur disant, mam’selles voilà nos amitiés”
.

J’ai passé et repassé, la belle à votre porte

Trouvant la porte close, c’était mépris de moi

Je voyais bien par là on aime un autre que moi
.

“Ah si j’en aime un autre, c’est point de vos affaires

Il n’est ni beau ni riche, ni plus parfait que vous

Soit que l’amour me contente, ah je l’aime mieux que vous”
.

“Si vous en aime un autre, rendez-moi mon mouchoir”

“Votre mouchoir, mon cher, est au chevet de mon lit

Nuit et jour je pleure, nuit et jour je gémis”
.

“Il n’est plus temps, la belle, de regretter ses fautes

Quand une affaire est faite, il ne faut plus en parler

Rendez-moi mon mouchoir, ma belle, je vais m’en aller”

.

Ed ecco la traduzione :

L’ usignolo selvatico

 

Una domenica sera, tornando da una visita alle ragazze

passando per un bosco scuro, l’ho sentito cantare

l’usignolo selvatico che andava a dormire

 

Bell ‘usignolo selvatico, insegnami la tua lingua

insegnami a parlare, ridere e cantare

insegnami come si fa ad amare. “

 

Come si fa ad amare, te lo dirò:

si va a trovare le ragazze, poco dopo cena,

dicendo loro : fanciulle ecco la mia amicizia.”

 

Sono passato e ripassato, mia bella, alla tua porta:

trovando la porta chiusa, per disprezzo di me

ho capito che ami un altro

 

Eh sì, amo un altro, non è affar tuo:

non è né bello, né ricco, né più perfetto di te

è che l’amore mi appaga, e lo amo più di te!”

 

Se ami un altro, rendimi il mio fazzoletto”

Il tuo fazzoletto, mio caro, è al capezzale del mio letto

dove piango notte e giorno, notte e giorno io gemo”

 

Non è più tempo, mia bella, di rimpiangere i propri errori;

quando una cosa è fatta, non bisogna più parlarne:

rendimi il mio fazzoletto, mia bella, io me ne vado”

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Responses

  1. Ciao patrizia,
    non scorderò mai la profonda emozione che mi hai suscitato.
    Ci rivedremo al vostro prossimo concerto del 27 settembre.

  2. Bello, davvero molto bello.

    • Ciao Pierdomenico,
      nei nostri concerti la ricchezza più grande è l’incontro con le persone: mi ricordo di averti incontrato a Roncola.
      Un saluto da tutti noi e … a presto!


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