Pubblicato da: Patrizia Barzaghi | 16 gennaio 2018

If I was a blackbird – tradizionale irlandese

If I Was A Blackbird (Traditional Irish)

I am a young maiden, my story is sad
For once I was courted by a brave sailing lad
He courted me strongly, by night and by day
Oh, but now he has left me, and sailed far away.
.
Oh if I was a blackbird could whistle and sing,
I’d follow the vessel my true love sails in
And on the top riggin’ I would there build my nest
And I’d flutter my wings o’er his lily white breast

Well, he promised to take me to Donnybrook Fair*
And to buy me red ribbons to tie up my hair
And when he’d come home from the ocean so wide
He would take me, and make me, his own bonny bride

Now his parents they slight me, and will not agree
That me and my sailor boy married will be
But when he comes home, I will greet him with joy
And I’ll take to my heart my dear sailor boy

traduzione in italiano

Sono una giovane fanciulla, la mia storia è triste
poiché una volta fui corteggiata da un coraggioso giovane marinaio.
Mi ha corteggiato con passione, notte e giorno
Oh, ma ora mi ha lasciata, ed è andato lontano.
.
Oh, se fossi un merlo potrei fischiare e cantare;
Seguirei la nave sulla quale il mio amore è salpato
e sull’albero più alto costruirei il mio nido
e muoverei le mie ali sul suo petto bianco.

Beh, mi aveva promesso di portarmi alla Fiera di Donnybrook*
e di comprarmi dei nastri rossi per legare i miei capelli,
e quando sarebbe tornato a casa dall’oceano lontano
Avrebbe fatto di me la sua sposa.

Ora i suoi genitori mi disprezzano, e non vogliono
che io e il mio marinaio ci sposiamo.
Ma quando tornerà a casa lo saluterò con gioia
E donerò il mio cuore al mio caro giovane marinaio.

*Donnybrook Fair  era una grande fiera che si svolgeva a Dublino fin dal Medioevo: durava un paio di settimane e ne abbiamo testimonianza fino alla metà del  XIX secolo. Possiamo descriverla come l’equivalente irlandese della Fiera di Scarborough in Inghilterra.

I merli imparano qualsiasi melodia e, spesso, la ripetono in continuazione producendo un suono puro, allegro e gioioso.
Quando cantano, tendono ad appollaiarsi in cima agli alberi.
Da qui l’immagine di questo canto irlandese:

O se fossi un merlo, potrei [….] fare il mio nido sull’albero più alto.
if I was a blackbird [….] on the top riggin’ I would there build my nest

Ma nella tradizione celtica il merlo (druid dhubh) è anche un animale sacro: canta sull’albero della vita, ai confini con i mondi ultraterreni, e il suo canto porta l’ascoltatore in uno stato di trance che gli consente di avvicinarsi a questi mondi e persino di entrarvi.
A parte questo riferimento poetico e suggestivo nel ritornello, le parole delle strofe sono tipiche di un triste canto d’amore e sono comuni a molti altri canti sullo stesso tema; qualche studioso ha addirittura ipotizzato che si tratti di un insieme di versi tratti da numerose altre canzoni popolari e rimescolati per formare un nuovo racconto.

Altro aspetto interessante di questo brano: esiste una versione irlandese narrata al femminile (“sono una giovane fanciulla e la mia storia è triste”), ed una versione scozzese narrata al maschile (“sono un giovane marinaio e la mia storia è triste”)!
L’atmosfera malinconica ed evocativa in entrambe le rende molto simili.

Tra le molte versioni che potete ascoltare in rete mi sono piaciute queste che vi segnalo qui sotto. E poi vi invito a venire ai nostri concerti per ascoltare la nostra versione per arpa e voce.

A proposito, secondo voi che versione abbiamo nel nostro repertorio: quella maschile o quella femminile?

 

 

Per approfondimenti:

http://terreceltiche.altervista.org/i-was-a-blackbird-by-may-bradley/

https://mainlynorfolk.info/folk/songs/ifiwasablackbird.html

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Pubblicato da: Patrizia Barzaghi | 15 gennaio 2018

Milano : Suggestioni d’Irlanda in cripta 13 Gennaio 2018

Tutto esaurito sabato sera a Milano per il concerto Suggestioni d’Irlanda!

Abbiamo ricreato le atmosfere musicali irlandesi con un repertorio di gighe, hornpipes, marce, ballate struggenti e allegri canti da pub,  alternando la musica con racconti del mitico popolo dei Túatha Dé Danann, supremi sovrani d’Irlanda, piccoli aneddoti legati al mondo di fate, folletti, Leprechaun e Pixie e grandi storie di eroi che hanno combattuto e sono morti per la patria.
Nostro ospite il musicista Roberto Mazza, oboista, che ha eseguito con noi un fuori programma: la versione strumentale della carola irlandese “Don oíche úd i mBeithil “.
A completare la calda atmosfera della serata…. il pubblico: un pubblico caloroso e simpatico, attento e coinvolto che al termine del concerto si è avvicinato e si è trattenuto a lungo per commentare, chiedere, vedere le arpe da vicino e scattare foto.
Tra le dediche che ci hanno lasciato sul nostro quaderno vorrei ricordare questa:

Il suono si espande nell’aria… e solleva l’anima. Grazie Fate.

Ensemble di arpe celtiche e voci Il Cerchio delle fate: in questa foto con Roberto Mazza, oboista.

Ci spiace per quanti, non avendo prenotato, non sono riusciti ad entrare: siamo sicuri ci sarà presto una nuova occasione per godere dell’ottima acustica di questo luogo prezioso nel cuore di Milano.

Un ringraziamento a Felice Latronico dell’associazione culturale Felix Company di Milano.

Pubblicato da: Patrizia Borromeo | 9 gennaio 2018

Ponte San Pietro, concerto del 6 gennaio 2018

Sabato 6 gennaio 2018

Dodici giorni, dodici giorni dopo il Natale, e 7 mesi dopo essere entrati nello studio di Marco Molteni, a Carugo (Mordecai studio) per iniziare la registrazione del nostro terzo cd, “Don oiche, quella notte…” abbiamo suonato nella  bellissima  chiesa di SS. Pietro e Paolo a Ponte San Pietro (Bg),

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La chiesa di SS. Pietro e Paolo a Ponte San Pietro (Bg)

e … risuonano le ultime note del brano Don Oiche.

Ad accoglierci, nel primo pomeriggio, è stato Claudio Sala, persona incredibilmente energetica, che con la sua simpatia e disponibilità ci fa subito sentire a “casa”, insomma un angelo custode.

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Il cerchio delle fate e Claudio Sala

L’ultima nota è leggera come l’aria e densa come l’azzurro riflesso al di la dell’altare. La luce azzurra ci avvolge e le nostre arpe, perfettamente incastonate sulla destra,  potrebbero rimanere li per sempre, come ricamo leggero nella bella architettura della chiesa.

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L’ultima nota è quasi una lacrima e rivivo in quel momento tutto l’impegno, tutti gli incontri e l’unione che il nostro gruppo, ha saputo valorizzare ed esprimere.

L’ultima nota è leggera, e il pubblico è fermo, in attesa, è con noi.

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Ringraziamo Don Luigi, il sindaco Marzio Zirafa, Marco Ravasio,  le altre autorità presenti e Fulvio Manzoni che ci ha indicato la strada per questo nostro ultimo concerto dedicato al repertorio natalizio.

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Il cerchio delle fate

Ringraziamo Marco Biazzi per le foto

 Arrivederci al prossimo apuntamento!

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“L’arte è scheggia che segna” – cit. Stefania Chierici

 

Pubblicato da: Patrizia Barzaghi | 7 gennaio 2018

Musica in cripta San Pietro in Sala – Milano 13 gennaio 2018

SUGGESTIONI D’IRLANDA

Torna anche quest’anno a Milano la Rassegna “Musica in cripta” e si ricomincia con un suggestivo concerto dedicato ai racconti d’Irlanda.

alla CRIPTA San Pietro in Sala
Piazza Wagner 2

Milano

Vi aspettiamo numerosi per condividere con voi

il fascino di un viaggio musicale nel cuore dell’Irlanda!

sabato 13 gennaio alle ore 21.00.

Ricordatevi di prenotare! 

http://www.felixcompany.com/volantini/2018/13gennaio.html

Ingresso 15 euro : biglietti disponibili presso
http://www.felixcompany.comfelixcompany2@gmail.com
tel. 02 2826 786 – cell.  393 9461215

 

Come raggiungerci :

La cripta si trova in
via Wagner 2 – Milano
Metropolitana M1

Tram 16 Autobus 18, 61, 69

L’ingresso e’ alla destra della chiesa.

 

 

Pubblicato da: Patrizia Barzaghi | 31 dicembre 2017

Buon 2018!

Pubblicato da: Patrizia Barzaghi | 30 dicembre 2017

Don Oiche in cammino : Quella notte a Carona in Valbrembana – 29 dicembre 2017

La nostra locandina sulla bacheca della proloco di Carona (BG) … tra scuole di sci ed escursioni sulla neve!!

Alta Val Brembana.

Ultimo concerto del 2017!

Due ore di macchina tra strade coperte di neve e alberi bianchi come preziosi ricami appoggiati sui fianchi delle montagne… e montagne innevate, ma illuminate d’azzurro per la luce della luna … quasi piena!

E il cielo limpido e stellato.
Come se fossimo immersi in uno dei quadri di Angelo Balduzzi, il nostro Angelo che ha creato l’immagine del nostro CD e delle nostre locandine invernali – quelle che hanno accompagnato il viaggio di “Don Oiche, quella notte”!

Ed eccola la nostra locandina!

A Carona tutto pronto, come lo scorso anno :ci aspettano Flavio della Proloco, e don Luca della Parrocchia di San Giovanni Battista dove suoneremo.

Ensemble di arpe celtiche e voci a San Giovanni Battista – Carona (BG)
29 Dicembre 2017

 

Ensemble di arpe celtiche e voci a Carona (BG)

L’ultimo concerto del 2017.

Un anno importante per noi: suoniamo insieme da dieci anni.
Dieci anni di musica e di amicizia.
Dieci mani sulle corde delle nostre arpe come fili tesi fra terra e cielo.
Un filo invisibile e forte ci ha tenuti insieme!… e il viaggio continua!

A presto!

Pubblicato da: Patrizia Barzaghi | 30 dicembre 2017

Concerto a Ponte San Pietro (BG) 6 gennaio 2018

 

Ed ecco che arriva la dodicesima notte: nella tradizione popolare i dodici giorni che vanno dalla notte di Natale alla notte dell’Epifania sono carichi di significati simbolici. Rappresentano ognuno un mese dell’anno e rivelano il ciclo misterioso di nascita – morte – rinascita che si compie con l’avvicendarsi delle stagioni.

Venite a scoprire questo mondo di riti e tradizioni le cui radici sono profonde e profondamente intrecciate tra loro.

Sabato 6 gennaio 2018

ore 15:30

chiesa Parrocchiale SS. Pietro e Paolo

Ponte San Pietro (BG)

Carole e danze del tempo di Natale arrangiate da Patrizia Borromeo per ensemble di arpe celtiche e voci.

 

Per informazioni: Biblioteca Comunale – 035.610330 biblioteca@comune.pontesanpietro.bg.it

 

Pubblicato da: Patrizia Barzaghi | 27 dicembre 2017

Carona (BG) 29 dicembre 2017

Venerdì 29 dicembre, a pochi giorni dalla conclusione di questo nostro decimo anno di musica insieme, andremo in Val Brembana a Carona (BG).

Concluderemo così questo intenso 2017 ricco di musica e di progetti, fra terra e cielo: a 1200 metri di altitudine, circondati dai monti e dalle piste da sci!

Il concerto sarà nella Parrocchia di San Giovanni Battista alle ore 21:00

Vi aspettiamo.

 

Come raggiungerci :

In auto: autostrada A4 Milano-Venezia, uscita Dalmine, proseguire fino a Villa d’Almè, prendere la Provinciale della Valle Brembana in direzione di San Pellegrino Terme -> a Piazza Brembana prendere il bivio di dx verso la Valle di Fondra e proseguire verso Carona.

Pubblicato da: Patrizia Barzaghi | 23 dicembre 2017

Un canto natalizio : Tu scendi dalle stelle … alle radici della storia!

Tu scendi dalle stelle, noto anche come “Canzoncina a Gesù Bambino”,  o semplicemente “A Gesù Bambino”  è un canto natalizio composto nel 1754 da S.Alfonso Maria de’ Liguori: nasce come versione italiana dell’originale napoletano “Quanno nascette Ninno“.
Si attribuisce allo stesso S.Alfonso la scelta di riadattare la melodia originale e il testo in napoletano antico,  trasformandolo in una “canzoncina” in lingua italiana, più breve, più semplice e accessibile a tutti anche a chi non conosceva la lingua napoletana.
Risultato?
Tu scendi dalle stelle è oggi uno tra i più famosi canti natalizi italiani: riconoscibile in tutto il mondo fin dalla prima linea melodica; è la prima canzone di Natale che molti bambini imparano a cantare ed è popolare in tutto il mondo.
In realtà si cantano quasi sempre le prime due strofe e le altre cinque sono poco conosciute.

 Ecco il testo completo:

Tu scendi dalle stelle, o Re del cielo,
e vieni in una grotta al freddo e al gelo.
O Bambino mio divino, io ti vedo qui tremar;
o Dio beato! Ah quanto ti costò l’avermi amato!

A te, che sei del mondo il Creatore,
non sono panni e foco, o mio Signore.
Caro eletto pargoletto, quanto questa povertà
più m’innamora, giacché ti fece amor povero ancora.

Tu lasci il bel gioir del divin seno,
per venire a penar su questo fieno.
Dolce amore del mio core, dove amore ti trasportò?
O Gesù mio, perché tanto patir? Per amor mio!

Ma se fu tuo voler il tuo patire,
perché vuoi pianger poi, perché vagire?
Sposo mio, amato Dio,
mio Gesù, t’intendo sì! Ah, mio Signore!
Tu piangi non per duol, ma per amore.

Tu piangi per vederti da me ingrato
dopo sì grande amor, sì poco amato!
O diletto – del mio petto,
se già un tempo fu così, or te sol bramo
Caro non pianger più, ch’io t’amo e t’amo.

Tu dormi, Ninno mio, ma intanto il core
non dorme, no ma veglia a tutte l’ore
Deh, mio bello e puro Agnello
a che pensi? dimmi tu. O amore immenso,
“un dì morir per te”, rispondi, “io penso”.

Dunque a morire per me, tu pensi, o Dio
ed altro, fuor di te, amar poss’io? 
O Maria, speranza mia,
s’io poc’amo il tuo Gesù, non ti sdegnare
amalo tu per me, s’io nol so amare! 

 

Ma vi invito a confrontare questo canto con la versione originale in lingua napoletana: più poetica ed emozionante, quasi una testimonianza viva e diretta del miracolo di Quella notte…
Quanno nascette ninno  da diversi anni è nel nostro repertorio del tempo di Natale ed è nel nostro ultimo CD “Don Oiche, quella notte…”

https://web.ilcerchiodellefate.eu/2017/12/15/un-canto-natalizio-napoletano-quanno-nascette-ninno/

Pubblicato da: Patrizia Barzaghi | 23 dicembre 2017

Quella notte in RSA – Monza 17 dicembre 2017

Eccoci al nostro secondo appuntamento in RSA a Monza: due settimane fa eravamo presso la RSA Bellani, e oggi, domenica 17 dicembre, siamo in RSA Cambiaghi sempre su invito di Luca De Stefani.
Il pomeriggio è volato, tra musica, racconti, campanellini e sorrisi; suonare per i nonni di casa Cambiaghi è sempre un po’ come tornare a casa: perché siamo venuti qui diverse volte, e perché inevitabilmente ricordiamo i nostri nonni, soprattutto in questi  giorni che ci portano verso il Natale.

Musica d’arpa in RSA – Monza 17 dicembre 2017

Una signora ha scritto sul nostro quaderno:

Molto bello, un brivido che arriva al cuore e lo riscalda! Grazie.

Non servono altre parole.

A presto!

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