Pubblicato da: Patrizia Barzaghi | 19 agosto 2020

Milano da scoprire: chiesa di San Vittore e 40 martiri.

Spesso i nostri concerti ci portano a scoprire luoghi preziosi nei quali altrimenti non avremmo mai pensato di entrare: questa volta  vi raccontiamo della Chiesa di San Vittore e 40 martiri a Milano, in viale Lucania 18.

L’attuale chiesa “di Viale Lucania”,  dall’apparente aspetto in abbandono, risale agli anni Venti del Novecento: dall’esterno mostra i segni dell’usura del tempo; nei primi anni 60 è stata sconsacrata, (sostituita dalla nuova chiesa della Medaglia Miracolosa, più ampia e spaziosa), poi è stata chiusa.

È rimasta chiusa e abbandonata per 45 anni circa, finché per intervento del Municipio 4 di Milano, sono iniziati importanti lavori di restauro: ora riaperta, è utilizzata per eventi culturali e concerti.

Chiesa di San Vittore e Quaranta Martiri, Milano

 

Le prime tracce della sua esistenza risalgono all’anno 1064, ma la prima descrizione completa e corredata di disegni è del 1581 (redatta sotto il vescovato di Carlo Borromeo).
La piccola parrocchia fu soppressa nel 1787 come altre chiese di Milano e  poco dopo demolita.
Le alterne vicende di demolizione, ricostruzione, cambio di destinazione d’uso [1], ci portano ai giorni nostri con questa chiesetta poco nota anche ai milanesi, dal nome troppo lungo da ricordare: più facile dire “la chiesa di viale Lucania” o anche solo “la chiesetta“.

Ma questa piccola chiesa a navata unica, pur nella sua semplicità, è arricchita da affreschi, bassorilievi, ed altre opere che richiamano la Medaglia Miracolosa (dall’immagine dell’Immacolata Concezione al bassorilievo della Vergine dei raggi).
Ha una bellissima abside con due finestroni ai lati dell’altare,  che si aprono sugli alberi del giardino retrostante.
Ha il sapore di un santuario di periferia: decadente, affaticato, ma determinato a rimanere luogo di incontro.

 

Chiesa di San Vittore e Quaranta Martiri, Milano

La musica parla nei luoghi del tempo:

le nostre arpe risuoneranno in questo spazio.

La programmazione di Felix Company

ci porta spesso in luoghi come questo:

una Milano lontana dai riflettori, ma non meno luminosa .

[1] nel dopo guerra funzionò come centro di carità per la distribuzione di cibo e di vestiti usati;  poi fu  addirittura riconvertita al basket indoor, come si vede dai resti di linee gialle che sul pavimento delimitavano il campo!

……………………………………………………………………..

Per approfondire la conoscenza di questa chiesa:
http://www.milanopolicroma.it/articoli/MedMir1.htm
https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2018/05/23/le-mille-luci-del-nuovo-corvettoMilano11.html

 


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