Pubblicato da: Patrizia Barzaghi | 23 dicembre 2017

Un canto natalizio : Tu scendi dalle stelle … alle radici della storia!

Tu scendi dalle stelle, noto anche come “Canzoncina a Gesù Bambino”,  o semplicemente “A Gesù Bambino”  è un canto natalizio composto nel 1754 da S.Alfonso Maria de’ Liguori: nasce come versione italiana dell’originale napoletano “Quanno nascette Ninno“.
Si attribuisce allo stesso S.Alfonso la scelta di riadattare la melodia originale e il testo in napoletano antico,  trasformandolo in una “canzoncina” in lingua italiana, più breve, più semplice e accessibile a tutti anche a chi non conosceva la lingua napoletana.
Risultato?
Tu scendi dalle stelle è oggi uno tra i più famosi canti natalizi italiani: riconoscibile in tutto il mondo fin dalla prima linea melodica; è la prima canzone di Natale che molti bambini imparano a cantare ed è popolare in tutto il mondo.
In realtà si cantano quasi sempre le prime due strofe e le altre cinque sono poco conosciute.

 Ecco il testo completo:

Tu scendi dalle stelle, o Re del cielo,
e vieni in una grotta al freddo e al gelo.
O Bambino mio divino, io ti vedo qui tremar;
o Dio beato! Ah quanto ti costò l’avermi amato!

A te, che sei del mondo il Creatore,
non sono panni e foco, o mio Signore.
Caro eletto pargoletto, quanto questa povertà
più m’innamora, giacché ti fece amor povero ancora.

Tu lasci il bel gioir del divin seno,
per venire a penar su questo fieno.
Dolce amore del mio core, dove amore ti trasportò?
O Gesù mio, perché tanto patir? Per amor mio!

Ma se fu tuo voler il tuo patire,
perché vuoi pianger poi, perché vagire?
Sposo mio, amato Dio,
mio Gesù, t’intendo sì! Ah, mio Signore!
Tu piangi non per duol, ma per amore.

Tu piangi per vederti da me ingrato
dopo sì grande amor, sì poco amato!
O diletto – del mio petto,
se già un tempo fu così, or te sol bramo
Caro non pianger più, ch’io t’amo e t’amo.

Tu dormi, Ninno mio, ma intanto il core
non dorme, no ma veglia a tutte l’ore
Deh, mio bello e puro Agnello
a che pensi? dimmi tu. O amore immenso,
“un dì morir per te”, rispondi, “io penso”.

Dunque a morire per me, tu pensi, o Dio
ed altro, fuor di te, amar poss’io? 
O Maria, speranza mia,
s’io poc’amo il tuo Gesù, non ti sdegnare
amalo tu per me, s’io nol so amare! 

 

Ma vi invito a confrontare questo canto con la versione originale in lingua napoletana: più poetica ed emozionante, quasi una testimonianza viva e diretta del miracolo di Quella notte…
Quanno nascette ninno  da diversi anni è nel nostro repertorio del tempo di Natale ed è nel nostro ultimo CD “Don Oiche, quella notte…”

https://web.ilcerchiodellefate.eu/2017/12/15/un-canto-natalizio-napoletano-quanno-nascette-ninno/

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