Abbiamo concluso il 2025 con un bel pomeriggio presso il centro diurno per anziani “Maria Bambina” di Bellusco (MB) e abbiamo suonato per gli ospiti, i parenti, i visitatori e per tutto il personale.
Un pubblico fantastico, che ha interagito con noi commentando i brani proposti e si è lasciato coinvolgere nel canto finale, l’immancabile “Astro del ciel”.
Sulla bacheca alle nostre spalle una frase di Patrizia Luzi (ricercatrice antropologa): con questa frase vorremmo condividere con tutti la convinzione che ogni istante della nostra vita è prezioso e non va sprecato; è non è banale ricordarlo…
Sefossimo più consapevoli che si può perderetutto in un secondo,
ci sarebbe molta meno cattiveria intorno a noi. (Patrizia Luzi)
Grazie di cuore a Margherita Vassallo che ci ha invitati e, come ripetiamo spesso, ci ha permesso di vivere, anche questa volta, un’esperienza in cui abbiamo ricevuto molto piu’ di quanto abbiamo dato!
Abbiamo in mente il calendario celtico: è una ruota che rappresenta il ciclo continuo delle stagioni e presenta otto nomi: Yule, Imbolc, Ostara, Beltane, Litha, Lammas, Mabon e Samhain che corrispondono ai momenti dell’anno in cui si celebrano i solstizi, Yule e Litha, gli equinozi, Ostara e Mabon, e altre ricorrenze legate alla Natura.
Oggi 21 dicembre celebriamo Yule: il solstizio d’inverno!
Tra il 21 e il 22 dicembre il sole “resta fermo” in cielo nel suo punto più basso, avendo raggiunto la sua minima posizione sopra l’equatore celeste; e già dal giorno successivo il ciclo si inverte: il sole riprende il suo cammino ascendente, ricomincia lentamente a salire, facendo aumentare progressivamente la durata delle ore di luce.
Per le civiltà antiche questa inversione era una certezza vitale: superare il solstizio d’inverno ha significato per millenni sopravvivere alla ciclica morte del sole.
Ecco perché, da migliaia di anni, varie culture nell’area europea e mediterranea celebrano in questa data la rinascita del sole, o del Figlio della Luce, con un’ampia varietà di rituali e di tradizioni simboliche.
In questo ciclo vitale di morte e rinascita il solstizio ha sempre rappresentato il trionfo della luce sulle tenebre: quindi si accendevano fuochi, si danzava in cerchio e si gioiva per la rinascita della vita. Nel IV secolo d.C. papa Giulio I (337 -352) fissò la data simbolica della nascita di Gesù, il 25 Dicembre, pochi giorni dopo il solstizio, il giorno che diventerà per tutti il Natale cristiano: Gesù come il vero Sole che dà la vita.
I simboli che accompagnano le celebrazioni pagane di Yule, solstizio d’inverno sono:
l’abete (1), albero sempreverde che rappresenta la vita che resiste al freddo dell’inverno;
il vischio simbolo di protezione e fertilità;
l’agrifoglio (2) che incarna la forza vitale che non si spegne; il ceppo che, bruciato nel focolare, garantisce prosperità e protezione;
Li riconoscete? Sono rimasti tali nella sovrapposizione tra riti pagani e cristiani e si sono integrati nelle celebrazioni natalizie!
Ancora oggi il Natale, per credenti e non credenti, sembra avere una forza gravitazionale che ci attira verso il centro, verso la nostra origine, verso le nostre radici: sentiamo l’esigenza di tornare a casa, coi nostri genitori e i nostri nonni, la nostra famiglia… e fermarci (come il sole), per poi ricominciare a muoverci e crescere.
(1) piccola curiosità: il nostro secondo CD si intitola Fir che vuole dire abete!
(2) una leggenda celtica racconta l’alternanza ciclica e senza fine di due potenti entità spirituali: il re Quercia, che governa la fase crescente dell’anno dalla notte del 24 dicembre, e il re Agrifoglio, che domina la fase decrescente dalla notte del 24 giugno. Ci sono molti modi di raffigurare questo passaggio: mi piace immaginare non tanto una lotta tra luce e buio, quanto una danza in cui queste due divinità, opposte e complementari, si danno il cambio, ciascuna necessaria alla sopravvivenza dell’altra.
Secoli fa, la vita era scandita dai ritmi naturali e dall’alternarsi di luce e buio, di caldo e freddo; la giornata dipendeva interamente dalla durata della luce naturale e terminava col tramonto; per questo si osservava con apprensione il percorso del sole nel cielo e si celebrava il solstizio (l’inversione del moto apparente del sole) come il trionfo della luce. Il solstizio è infatti il giorno con meno ore di luce, il giorno in cui il sole raggiunge il punto più basso sull’orizzonte e cade intorno al 21 o 22 dicembre.
Ma allora perchè il detto popolare parla di Santa Lucia, 13 Dicembre?
I detti popolari attingono sempre ad una verità e nel caso di Santa Lucia abbiamo due spiegazioni: una storica ed una astronomica.
Prima dell’introduzione del Calendario Gregoriano nel 1582, il solstizio d’inverno ( il giorno con meno ore di luce) cadeva intorno al 13 dicembre. La riforma del calendario introdotta da papa Gregorio XIII eliminò 10 giorni dal calendario (dal 4 al 15 ottobre 1582) per compensare il “ritardo” accumulatosi nei secoli col Calendario Giuliano (1) che non contava gli anni bisestili in maniera corretta. Di conseguenza, il calendario “slittò” portando il solstizio al 21-22 dicembre. Il detto popolare, quindi, ha radici storiche in un’epoca in cui il giorno di Santa Lucia coincideva effettivamente con il solstizio d’inverno.
Ma la spiegazione più affascinante è quella astronomica: dopo settimane in cui il Sole tramonta sempre prima, intorno al 12–13 dicembre ha inizio un leggerissimo recupero di luce nel pomeriggio; é un cambiamento minimo ma costante.
L’alba invece continua a ritardare, quindi la durata totale della luce continua a diminuire fino al solstizio (2), ma il pomeriggio non perde più luce!
In passato la vita quotidiana ruotava intorno al tramonto più che all’alba e questo piccolo segnale era sufficiente per dire che “la luce stava tornando”, perché dopo Santa Lucia l’allungamento del pomeriggio era visibile e percepibile.
Tra i molti proverbi che lo sostengono vorrei ricordare questo: “Da Santa Lucia il giorno s’allunga di un passo di gallina.” : il “passo di gallina” è minuscolo, come i pochi secondi di luce che si recuperano nel pomeriggio.
Bene!
Da domani 13 dicembre tutti con gli occhi rivolti all’orizzonte per osservare il tramonto che piano piano, a passo di gallina, avverrà ogni giorno più tardi: e potremo confermare che Santa Lucia ha riportato la luce!
(1) Il calendario giuliano (introdotto da Giulio Cesare nel I secolo d.C.) è rimasto in vigore nella liturgia ortodossa. Ecco perché Natale cade il 25 dicembre per noi, ma viene festeggiato il 7 gennaio dalle chiese orientali.
(2) questo accade perché la Terra, avvicinandosi al perielio, accelera lungo la sua orbita, alterando la distribuzione dell’illuminazione tra mattina e sera.
Sarà forse l’ultimo appuntamento del 2025 e desideriamo condividerlo anche se non possiamo invitarvi: saremo a Bellusco (MB) in un centro diurno per anziani e suoneremo per gli ospiti, parenti e visitatori degli ospiti e per tutto il personale.
Esperienza impagabile che abbiamo ripetuto diverse volte in numerose strutture del territorio: incontreremo un pubblico esigente che spesso ci riempie di domande e quasi sempre appena finiamo di suonare ci chiede: “Tornerete ancora?”
A dimostrare quanto c’è bisogno di bellezza, di arte e di musica nell’animo umano!
Dedichiamo a tutti voi questo nostro concerto in tempo di avvento,
Mercoledì mattina abbiamo portato le nostre arpe ad allietare la festa privata di una Associazione di Monza, presso la Sala Crespi del centro comunale Liberthub di Viale Libertà.
Il Cerchio delle Fate …in duo a Monza – 3 dicembre 2025
Abbiamo accettato volentieri (“in duo” in rappresentanza dell’intero ensemble); ma devo ammettere che le occasioni d’incontro vanno spesso ben oltre le nostre aspettative e ci stupiscono: la musica è una chiave che apre tante porte, sblocca ricordi profondi e crea nuovi legami. E così è stato anche mercoledì mattina a Monza; molti si sono avvicinati al termine del nostro intervento musicale e hanno condiviso con noi emozioni e sensazioni.
Il Cerchio delle Fate presso il centro comunale Liberthub di Monza
Che dono immenso è la musica!
Il Cerchio delle Fate …in duo a Monza – 3 dicembre 2025
Grazie a quanti lo credono veramente!
Grazie al signor Vito Augugliaro per averci invitati.
Presso l’auditorium della biblioteca di Bussero (MI) abbiamo proposto un concerto declinato tutto al femminile, in sintonia con le numerose iniziative legate alla Giornatacontrolaviolenza sulle donne (25 novembre).
Abbiamo raccontato diversi profili di donna, attraverso canti antichi e tradizionali che ci hanno portato a viaggiare nel tempo e nello spazio: dallo stupore delle pastorelle del presepio, alla paziente attesa della “Blanca niña” di un canto sefardita; dalla nobile fanciulla promessa sposa “a chi è poco più di un bimbo” alla Galana che esce dall’acqua del mare purificata e felice di incontrare lo sposo che l’attende; dal coraggio di Greta, la giovane olandese che, tradita e abbandonata, asciuga le lacrime e inizia una nuova vita, allo struggente dolore delle due protagoniste di “Re Gilardin”, la Madona e la Nureta. E molto altro…
Patrizia Borromeo e Il Cerchio delle Fate a Bussero (MI) 30 novembre 2025
Tra canti e racconti abbiamo vissuto un pomeriggio emozionante grazie al pubblico che ci ha seguito con applausi calorosi e commozione tangibile.
Patrizia Borromeo e Il Cerchio delle Fate a Bussero (MI) 30 novembre 2025
Quindi grazie di cuore, anche quest’anno, a Eros e Barbara dell’associazione “Chiaroscuri e altre storie” per averci invitato a dare voce alle donne coraggiose e alle donne che hanno bisogno di trovare il coraggio; e grazie a quanti insieme a loro hanno contribuito alla riuscita di questo evento.
Patrizia Borromeo e Il Cerchio delle Fate con Eros e Barbara di “Chiaroscuri e altre storie” 30 novembre 2025
Don Simone, della Parrocchia Sant’Ambrogio di Monza, ci ha ospitato venerdì sera per una serata molto emozionante: una Meditazione musicale in ricordo dei nostri defunti e per i defunti “di tutto il mondo e di tutti i tempi”.
Le tre anime della serata che hanno dato vita al “dialogo” sono state il Coro Polifonico Euphonia, l’Ensemble di arpe celtiche Il Cerchio delle Fate e Guido Serenthà che si è alternato ai due gruppi leggendo alcune poesie appositamente scelte per l’evento.
Il tutto è stato orchestrato dal direttore del coro Valter Trabattoni e dal direttore artistico dell’ensemble Patrizia Borromeo.
L’emozione era palpabile: tutti siamo profondamente toccati e coinvolti da questo momento della vita che è inevitabile eppure difficile da comprendere; tutti cerchiamo un significato, una risposta, una consolazione. Venerdì sera la nostra musica e le nostre poesie hanno dato voce a questa esigenza umana di concepire un mistero così grande.
preghiera, fede, ressurrezione, lo scorrere del tempo, la natura delle cose, la mutazione dello spirito nella natura
Coro Euphonia Ensemble Il Cerchio delle Fate
Un ringraziamento particolare al fotografo Giuseppe Elia che ci ha regalato queste belle immagini.
Patrizia Borromeo e Il cerchio delle Fate a Varedo (MI) 15 novembre 2025
Secondo appuntamento della Rassegna 2025/2026 a Varedo (MB): un sabato sera da vivere, da ricordare, da regalare.
Chi ci vede per la prima volta, pur abitando a Varedo (!), …. chi non se n’è persa una da quando abbiamo iniziato otto anni fa… chi viene con tutta la famiglia (zio, nonna e nipotini) come fosse un appuntamento che riunisce tutti, chi arriva da solo perchè ha ricevuto il biglietto in regalo e non ha idea di come si svolgerà la serata…
Tutti alla fine si avvicinano e hanno voglia di raccontarci qualcosa: perchè le corde delle arpe hanno toccato le corde del cuore!
Bellissimo.
Grazie a tutti.
Ci vediamo al prossimo appuntamento : 14 Febbraio 2026.
E’ iniziata la nuova Rassegna dedicata alla musica che coccola: Do , Re Mi…rilasso…
Ensemble di arpe celtiche a Varedo (MB) 11 ottobre 2025
Giunti all’ottava edizione, scopriamo ancora che ogni serata è unica e diversa e davvero non delude mai nessuno; anzi, chi lo prova racconta di sentirsi leggero, sollevato, rasserenato, consolato, emozionato oppure desideroso di ballare: incontriamo occhi che brillano di commozione o che sorridono e hanno una luce diversa da quella con cui sono entrati.
E allora condividiamo nuovamente il calendario!
Quattro appuntamenti…attenzione : uno è andato, ne mancano solo tre.
L’Associazione “Chiaroscuri e Altre Storie” ci ha nuovamente invitato a proporre la nostra musica presso l’auditorium della biblioteca di Bussero (MI); torniamo con piacere per il terzo anno consecutivo e questa volta sarà un concerto dedicato alla donna, in concomitanza con le numerose iniziative legate alla Giornatacontrolaviolenza sulle donne (25 novembre).
Il nostro concerto racconterà diversi profili di donna, attingendo al repertorio antico e tradizionale italiano ed europeo.
QUANDO:
👠 domenica 30 novembre 2025, alle ore16:00 👠 DOVE:
👠 presso l’Auditorium della Biblioteca di Bussero, Via Gotifredo 1 Bussero, MI 👠
L’ ingresso è con tessera “CHIAROSCURI ED ALTRE STORIE“: può essere fatta in loco la sera stessa e avrà validità 365 giorni.