Puer Natus o Lusìve la lune
Puer Natus è una suggestiva contaminazione fra due diversi canti della tradizione natalizia friulana : il Puer Natus in lingua latina, canto liturgico che annuncia la buona novella,
e una carola pastorale in lingua friulana, nota come “Lusìve la lune” o “La canzone della notte di Natale”. Quest’ultima è diffusa in decine di varianti in tutta la regione e riportata da fonti scritte fin dal XVII secolo (esistono versioni di 128 strofe).
Alcune strofe di “Lusìve la lune” son riprese dell’antico canto friulano “Staimi atenz”: “Statemi attenti!”, ascoltate quello che sto per raccontarvi; il racconto diretto di una notte incredibile, l’annuncio della nascita del Bambino!
Puer Natus è un canto di questua: un rito popolare, legato alla stagione fredda e intrecciato col rito della “stella” (che commemora l´annuncio della nascita di Gesù data dai re magi). I giovani andavano di casa in casa nei piccoli borghi, o di maso in maso nelle comunità montane, e portavano il loro augurio con un canto che annunciava la nascita di Gesù; più anticamente portavano canti propiziatori per la fine dell’inverno e la rinascita della natura. I giovani offrivano il loro canto e parole di incoraggiamento; ricevevano in cambio qualcosa da bere o da mangiare. Questo scambio aveva un valore simbolico di grande importanza come rito di aggregazione della comunità: la reciprocità del dono riannodava i fili dell’appartenenza comunitaria.
Per millenni il Solstizio Invernale è stato vissuto come il simbolo del passaggio dal buio alla luce: il Sole, raggiunto il punto più basso, torna a salire, le ore di luce ricominciano a crescere; si potrà ricominciare a stare all’aperto e lavorare nei campi e poi raccogliere i frutti del proprio lavoro….
Per millenni l’uomo ha celebrato in questa notte il mito universale della rinascita del Sole.
“Lusìve la lune” (Splendeva la luna) canta una notte di fascino e di mistero: si compie il tempo dell’attesa e il mondo si rovescia.
E’ notte, ma splende la luna come se fosse giorno; è inverno, ma i fiori germogliano come se fosse estate, l’acqua dei ruscelli scorre verso la sorgente e Dio si fa uomo in una umile stalla in mezzo ai pastori!
……………………………………………………………………
Ecco il testo originale in friulano (con l’incipit in latino):
Puer natus in Bethlem, unde gaudet Jerusalem,
Alleluia, Christus est natus hodie!
Florivin i monts, pareve d’estat,
lusive la lune come un biel dì quan che Marie a parturit.
Cjantave il cuc e anche i ucej,
di tuta las sortas di giovins di viel.
Ai erin quatri pastoruz,
ca i pascolavin i lor armenz,
E duc i quatri avevin nom,
Martin Macor Matteo e Simon.
E tu Martin cul tò viulín,
fai une danse a chel bambin.
E tu Macor cul to liron,
fai une danse al to paron.
Alleluia, Christus est natus hodie!
……………………………………………………………………………
Ed ecco il testo in italiano:
E’ nato un Bambino a Betlemme, gioisci Gerusalemme,
Alleluia, oggi è nato il Cristo!
Fiorivano i monti, sembrava estate;
Splendeva la luna come fosse pieno giorno
quando Maria partorì.
Cantava il cuculo e tutti gli uccelli
di tutti i tipi, giovani e vecchi.
C’erano quattro pastori,
che pascolavano i loro armenti,
E tutti e quattro avevano un nome,
Martino Marco Matteo e Simone.
E tu Martino col tuo violino,
fai una danza a quel bambino.
E tu Marco con la tua lira,
fai una danza al tuo signore.
Alleluia, oggi è nato il Cristo!
