Ecco alcuni momenti del concerto del 18 aprile 2010, presso l’abbazia di Morimondo (MI).
Un ringraziamento a Tiziano Pelà che ci ha gentilmente fornito queste due riprese video.
Ecco alcuni momenti del concerto del 18 aprile 2010, presso l’abbazia di Morimondo (MI).
Un ringraziamento a Tiziano Pelà che ci ha gentilmente fornito queste due riprese video.
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Domenica 25 aprile Il Cerchio delle fate ha partecipato allo stage di arpa celtica con il musicista bretone TRISTAN LE GOVIC, organizzato dal Green Circle , nel parco Ghiotti di Marcallo con Casone, all’interno dell’ INSUBRIA FESTIVAL CELTICO DEL TICINO.
La giornata era rivolta a chi fosse già in possesso di una conoscenza, anche modesta, della musica tradizionale bretone, per poter esplorare tecniche e brani secondo lo stile di questo arpista giovane e molto apprezzato .
Abbiamo lavorato su tre brani molto interessanti : una slow air, una Ridée e una Kas a-barh (una evoluzione del tradizionale Andro che viene ballata a coppie).
Un’intensa giornata di studio, condivisione, e scambio di esperienze anche con altri arpisti che si è conclusa con il concerto di Tristan alle ore 21.
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Domenica 18 aprile abbiamo suonato all’interno dell’abbazia cistercense di Morimondo (XII secolo).
La straordinaria acustica della chiesa di Morimondo la rende ambiente ideale per concerti e rassegne musicali che ogni anno vengono proposti in diverse occasioni.
L’occasione di questa domenica è stata la manifestazione Primavera Slow, che ha animato il comune di Morimondo attraverso varie iniziative per tutto il mese di aprile.
Don Mauro ci ha gentilmente invitato ed accolto con molta disponibilità.
Tiziano Pelà ha introdotto il concerto presentando la figura di San Bernardo, la cui forte personalità contribuì alla grande diffusione dell’Ordine cistercense nella prima metà del dodicesimo secolo.
Il Cerchio delle Fate ha presentato un programma di musica antica (arie e danze del Medio Evo e del Rinascimento) e di musica tradizionale irlandese (gighe e ballate): un repertorio selezionato con attenzione al contesto dal direttore artistico Patrizia Borromeo; ai brani musicali si sono alternati brani cantati in latino (dal LLibre Vermell di Monserrat), inglese, spagnolo, e francese grazie alla presenza di tutte e tre le voci soliste : Jennifer Rustioni, Michela D’Orlando e Giovanni Biscuolo.
Il pubblico è giunto numeroso (chi è arrivato all’ultimo momento è rimasto in piedi) ed ha applaudito con entusiasmo e … calore!
Un ringraziamento a Tiziano Pelà, che ha arricchito di significato la nostra presenza in un luogo così importante; e un ringraziamento a Bruna Somaschini che ci segue da tempo e si prodiga sempre per aiutarci a gestire e organizzare i nostri eventi.
Arrivederci a tutti al prossimo concerto!
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Domenica 18 aprile alle ore 17 suoneremo all’interno dell’abbazia cistercense di Morimondo, sita a pochi chilometri da Milano, ai confini col territorio di Pavia.
Abbazia di Morimondo : la navata centrale
Presenteremo un programma di musica antica e musica tradizionale.
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Per questa occasione ho fatto un piccolo scherzo alle mie amiche fate: ho comunicato loro, senza altri particolari, che il Cerchio delle Fate veniva invitato a suonare ad un matrimonio, omettendo che, quel giorno, non avrei portato l’arpa perché impegnata a fare …. la sposa!
La cerimonia del nostro matrimonio -mio e di Ahmed- si è celebrata nella sala comunale di Vedano al Lambro (MB) Sabato 6 marzo 2010 e la festa è proseguita in allegria presso Cascina Costa Bassa (Parco di Monza).
Il Cerchio delle Fate ha partecipato quasi al completo (mancava solo Michela che abita a Oxford) ed ecco che la giornata si è riempita di musica!
Anche il piccolo contrattempo del testimone che si è fatto attendere è diventato un piacevole momento di ascolto e sentire i brani, che amo e che suono, come sottofondo, in quel momento mi ha fatto più volte brillare gli occhi; il fatto che le mie amiche arpiste abbiano condiviso con me questo importante giorno è stato molto bello: senza la loro presenza, come amiche e come arpiste, non sarebbe stato lo stesso.
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Ieri sera abbiamo suonato presso la chiesa dell’Istituto “Figlie di Betlem” a Crenna di Gallarate (VA).
Il concerto è stato organizzato dalla Associazione Vivere Crenna, che si occupa di rivitalizzare il quartiere di Crenna, frazione del Comune di Gallarate, attraverso manifestazioni ed eventi.
L’acustica della piccola chiesa si è rivelata subito ottima e ci ha permesso di “giocare ” un po’ con gli spazi, di proporre brani cantati in punti diversi della chiesa per arrivare ancora più vicini al pubblico, legando con un filo ideale le sei arpe poste a semi cerchio davanti all’altare alle persone sedute nelle ultime panche in fondo alla chiesa.
Sono venuti davvero in tanti e abbiamo intravisto le suore affannarsi a cercare sedie da aggiungere per non lasciare nessuno in piedi!
Il pubblico ha potuto apprezzare ogni momento del concerto e al termine molti si sono avvicinati per vedere da vicino gli strumenti e soddisfare qualche piccola curiosità musicale!
Un ringraziamento ad Anna Maria Locarno dell’ Associazione “Vivere Crenna”, che ha organizzato ogni dettaglio della serata, e alle suore dell’ istituto che ci hanno gentilmente ospitate.
Ecco in questo video un momento del concerto.
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A distanza di un anno e mezzo siamo tornate a suonare a Medolago: domenica pomeriggio, 6 dicembre, abbiamo suonato nella suggestiva cornice della Chiesa di S.Maria Assunta.
Non si è trattato esclusivamente di un concerto natalizio: accanto ai tradizionali “God rest you merry gentlemen” e “Un flambeau Jeannette Isabelle” non sono mancati brani musicali e vocali del Medioevo e del Rinascimento, nonchè brani popolari dell’Irlanda e della Scozia.
Il concerto è stato organizzato dall’Amministrazione Comunale di Medolago, in collaborazione con la Biblioteca e si è concluso con la consegna delle borse di studio agli studenti meritevoli.
Al sindaco Luisa Fontana e al Parroco Don Egidio un ringraziamento per averci invitato e ospitato; un ringraziamento anche a Katia Cordoni del comune di Medolago e a Massimo Rustioni che anche questa volta ci ha accompagnato fin dai primi contatti.
Un ringraziamento particolare a Michela D’Orlando, che è venuta da Oxford proprio per poter partecipare a questo concerto, e a Giovanni Biscuolo: il contributo di entrambi è sempre prezioso!
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Anche quest’anno, come è ormai tradizione, abbiamo suonato presso il Centro studi Politeama di Varedo, la sera di venerdì 27 novembre 2009.
Il nostro concerto di musica antica e musica natalizia tradizionale è inserito in una serie di eventi che avranno luogo ogni venerdì sera durante tutto il periodo dell’avvento e che si concluderanno il 18 dicembre con il “concerto di Natale” di allievi e maestri della scuola di musica!
Grazie a quanti hanno partecipato e … a presto!
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“Porque lloras blanca niña” è un brano tratto dalla tradizione Sefardita e incluso nel repertorio del Cerchio delle Fate, sia in versione solo strumentale, che cantata.
Chi sono i sefarditi?
Il loro nome deriva da Sefarad, un termine ebraico usato nel Medioevo per indicare la Spagna: i Sefarditi quindi sono gli ebrei spagnoli.
In Spagna esistono comunità ebraiche da epoche remote. Durante il medioevo gli ebrei iberici convivevano con i cristiani e con gli arabi musulmani, e la contaminazione artistica e culturale era ampia: è noto, per esempio, che musicisti ebrei collaborarono alla realizzazione di importanti progetti musicali, come le Cantigas de Santa María del re Alfonso X di Castiglia (1252-1284).
Come in altri paesi d’Europa – in cui la musica ebraica e quella cristiana si influenzavano vicendevolmente – anche nella Penisola iberica si verificarono fenomeni d’assimilazione. Altre contaminazioni si verificheranno, più avanti nei secoli, tra alcune linee musicali dei canti sefarditi eseguiti nelle sinagoghe e alcune forme originarie del flamenco – dovuti all’infiltrazione in Spagna di gruppi gitani.
Dal 1492 gli ebrei furono però espulsi dalla penisola iberica (decreto dell’Alhambra) ed emigrarono in altri paesi portando con loro una musica dalla sonorità di chiara origine ispanica, arricchita di elementi arabo-andalusi che divenne caratteristica inconfondibile della loro provenienza.
Nella struttura melodica della musica sefardita sono presenti tracce arcaiche: si conservano cadenze e forme in uso nella musica dei menestrelli dell’occidente medievale. Col passare del tempo elementi musicali di tradizioni estranee a quella spagnola hanno influenzato buona parte del repertorio sefardita : scale, modi, ornamenti, microtonalità, improvvisazioni guidate e stile interpretativo delle tradizioni del mediterraneo (Turchia, Egitto) e dei balcani (Yugoslavia, Bulgaria, Grecia).
La musica sefardita ci è giunta attraverso la tradizione orale (le prime trascrizioni musicali sono state realizzate soltanto nei primi anni del 1900); era compito delle donne scandire la vita all’interno delle comunità, anche con il loro canto: cantavano storie, e si accompagnavano col pandero (tamburello), unico strumento da loro utilizzato per battere il ritmo.
Dal momento della diaspora (la dispersione seguita alla distruzione di Gerusalemme ad opera dei Romani nel 70 d.C.), fino al 1948, (quando fu fondato lo stato di Israele), non è esistita una nazione del popolo ebraico, ma una moltitudine di comunità, disperse in almeno quattro continenti, a volte molto distanti tra loro e spesso immerse in un ambiente ostile.
Di conseguenza non esiste uno stile nazionale unitario per la musica di quel popolo: gli ebrei hanno sempre assorbito ampiamente le tradizioni musicali dei paesi ‘ospiti’, come è accaduto in Spagna.
DOVE POSSIAMO ASCOLTARE LA MUSICA SEFARDITA?
La musica della tradizione sefardita è spesso inclusa nei repertori di musica antica non solo ebraica: per esempio nel repertorio dell’ensemble Hesperion XX diretto da Jordi Savall. Anche nel repertorio di Moni Ovadia e di Klezroym si possono ascoltare brani di musica sefardita.
La canzone sefardita intitolata “Porque lloras blanca niña”, conosciuta anche come “La partida del esposo” è una ballata in forma di dialogo tra un cavaliere e una fanciulla, la sua giovane sposa, che piange perché dovrà rimanere sola molto a lungo: il suo sposo sta partendo per andare in guerra…
Ecco il testo in Ladino (lingua giudeo-spagnola)
¿Porque lloras blanca niña, porque lloras blanca flor?Mi aspetterai sette anni, se non torno, all’ottavo anno potrai sposarti,
prenderai un giovane simile a me
che si vesta coi miei abiti senza sudare e senza macchiare.
Per approfondimenti :
https://evoeh.es/es/musica-sefardi/
http://www.lynngumert.com/sephardic-music.html
La Pavana è una danza di corte che si diffuse agli inizi del XVI secolo in Europa: è caratterizzata da un incedere lento, solenne e maestoso.
Il nome deriva probabilmente da Padova città dove questa danza ebbe origine.
Tuttavia, esiste anche una forma spagnola di questa danza, e si pensa che il nome possa derivare dalla parola pavone (in spagnolo Pavo) : in effetti le coppie entrano in corteo e percorrono la sala lentamente, quasi “pavoneggiandosi”; ecco perchè la Pavana era la danza preferita dalla nobiltà che poteva farsi ammirare ostentando i ricchi e pesanti abiti , affermando così il proprio prestigio sociale nella corte.
La Pavana fu pubblicata per la prima volta a Venezia nel 1508 da Ottaviano Petrucci, nel libro per liuto di Ambrosio Dalza; esempi successivi di Pavane furono pubblicati nelle raccolte del francese Pierre Attaignant (1529) e lo spagnolo Luis de Milan (1535).
La Pavana, intesa come danza, rimase di moda nelle corti europee per due secoli e poi scomparve, ma molte Pavane furono composte nei secoli seguenti fino ai giorni nostri.
Esempi famosi di composizioni moderne sono le pavane di Gabriel Fauré (1887) e di Maurice Ravel (1899)
Una curiosità: il passo cadenzato della Pavana sopravvive oggi in quello che viene chiamato “hesitation step” (passo dell’esitazione!) usato a volte nei matrimoni durante l’ingresso con la marcia nuziale!
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