Pubblicato da: danja61 | 7 marzo 2010

Un matrimonio ricco di musica

Un matrimonio ricco di musica

Per questa occasione ho fatto un piccolo scherzo alle mie amiche fate: ho comunicato loro, senza altri particolari, che  il  Cerchio delle Fate veniva invitato a  suonare ad un matrimonio, omettendo che, quel giorno, non avrei portato l’arpa perché impegnata a fare …. la sposa!

Vedano al Lambro (MB) 6 marzo 2010 - Matrimonio di Ahmed e Daniela

La cerimonia del nostro matrimonio -mio e di Ahmed- si è celebrata nella sala comunale di Vedano al Lambro (MB) Sabato 6 marzo 2010 e la festa è proseguita in allegria presso Cascina Costa Bassa (Parco di Monza).
Il Cerchio delle Fate ha partecipato quasi al completo (mancava solo Michela che abita a Oxford) ed ecco che la giornata si è riempita di musica!

Vedano al Lambro (MB) 6 marzo 2010 - Matrimonio di Daniela e Ahmed

Anche il piccolo contrattempo del testimone che si è fatto attendere è diventato un piacevole momento di ascolto e sentire i brani, che amo e che suono, come sottofondo,  in quel momento mi ha fatto più volte brillare gli occhi;  il fatto che le mie amiche arpiste abbiano condiviso con me questo importante giorno è stato molto bello:  senza la loro presenza, come amiche e come arpiste, non sarebbe stato lo stesso.

Vedano al Lambro (MB) , 6 marzo 2010 - Matrimonio di Daniela e Ahmed

Vedano al Lambro (MB) , 6 marzo 2010 - Matrimonio di Daniela e Ahmed

Pubblicato da: Patrizia Barzaghi | 13 dicembre 2009

Concerto a Crenna di Gallarate (VA)

Ieri sera abbiamo suonato presso la chiesa dell’Istituto “Figlie di Betlem” a Crenna di Gallarate  (VA).

Il concerto è stato organizzato dalla  Associazione Vivere Crenna, che si occupa di rivitalizzare il quartiere di Crenna, frazione del Comune di Gallarate, attraverso manifestazioni ed eventi.

L’acustica della piccola chiesa si è rivelata subito ottima e ci ha permesso di “giocare ” un po’ con gli spazi, di proporre brani cantati in punti diversi della chiesa per arrivare ancora più vicini al pubblico, legando con un filo ideale le sei arpe poste a semi cerchio davanti all’altare alle persone sedute nelle ultime panche in fondo alla chiesa.

Sono venuti davvero in tanti e abbiamo intravisto le suore affannarsi a cercare sedie da aggiungere per non lasciare nessuno in piedi!

Concerto presso l’Istituto Betlem, a Crenna di Gallarate (VA) – 12 dicembre 2009

Il pubblico ha potuto apprezzare ogni momento del concerto e al termine molti si sono avvicinati per vedere da  vicino gli strumenti  e soddisfare qualche piccola curiosità musicale!

Un ringraziamento ad Anna Maria Locarno dell’ Associazione “Vivere Crenna”, che ha organizzato ogni dettaglio della serata, e alle suore dell’ istituto che ci hanno gentilmente ospitate.

Ecco in questo video un momento del concerto.

Pubblicato da: Patrizia Barzaghi | 7 dicembre 2009

Note d’inverno a Medolago (BG)

A distanza di un anno e mezzo siamo tornate a suonare a Medolago: domenica pomeriggio, 6 dicembre, abbiamo suonato nella suggestiva cornice della Chiesa di S.Maria Assunta.

Non si è trattato esclusivamente di un concerto natalizio: accanto ai tradizionali “God rest you merry gentlemen” e “Un flambeau Jeannette Isabelle” non sono mancati brani musicali e vocali del Medioevo e del Rinascimento, nonchè brani popolari dell’Irlanda e della Scozia.

Il concerto è stato organizzato dall’Amministrazione Comunale di Medolago, in collaborazione con la Biblioteca e si è concluso con la consegna delle borse di studio agli studenti meritevoli.

Al sindaco Luisa Fontana e al Parroco Don Egidio un ringraziamento per averci invitato e  ospitato; un ringraziamento anche a Katia Cordoni del comune di Medolago e a Massimo Rustioni che anche questa volta ci ha accompagnato fin dai primi contatti.

Un ringraziamento particolare a  Michela D’Orlando, che è venuta da Oxford proprio per poter partecipare a questo concerto, e a Giovanni Biscuolo: il contributo di entrambi è sempre prezioso!

Pubblicato da: Patrizia Barzaghi | 29 novembre 2009

Suoni d’arpe per l’avvento – Varedo (MI)

Anche quest’anno, come è ormai tradizione, abbiamo suonato presso  il Centro studi Politeama di  Varedo, la sera di venerdì 27 novembre 2009.

Il nostro concerto di musica antica e musica natalizia tradizionale è inserito in una serie di eventi che avranno luogo ogni venerdì sera durante tutto il periodo dell’avvento e che si concluderanno il 18 dicembre con  il “concerto di Natale” di allievi e maestri della scuola di musica!

Grazie a quanti hanno partecipato e … a presto!

Pubblicato da: Patrizia Barzaghi | 16 novembre 2009

Musica sefardita – Porque lloras blanca niña?

Porque lloras blanca niña” è un brano tratto dalla tradizione Sefardita e incluso nel repertorio del Cerchio delle Fate, sia in versione solo strumentale, che cantata.

Chi sono i sefarditi?
Il loro nome deriva da Sefarad, un termine ebraico usato nel Medioevo per indicare la Spagna: i Sefarditi quindi sono gli ebrei spagnoli.

In Spagna esistono comunità ebraiche da epoche remote. Durante il medioevo gli ebrei iberici convivevano con i cristiani e con gli arabi musulmani, e la contaminazione artistica e culturale era ampia:  è noto, per esempio,  che musicisti ebrei collaborarono alla realizzazione di importanti progetti musicali, come le Cantigas de Santa María del re Alfonso X di Castiglia (1252-1284).

Come in altri paesi d’Europa – in cui la musica ebraica e quella cristiana si influenzavano vicendevolmente – anche nella Penisola iberica si verificarono fenomeni d’assimilazione. Altre contaminazioni si verificheranno, più avanti nei secoli, tra alcune linee musicali dei canti sefarditi eseguiti nelle sinagoghe e alcune forme originarie del flamenco – dovuti all’infiltrazione in Spagna di gruppi gitani.

Dal 1492 gli ebrei furono però espulsi  dalla penisola iberica (decreto dell’Alhambra) ed emigrarono in altri paesi portando con loro una musica dalla sonorità di chiara origine ispanica, arricchita di elementi arabo-andalusi che divenne caratteristica inconfondibile della loro provenienza.

La migrazione degli ebrei sefarditi dopo il 1492 – mappa disegnata da H. Bainart

Nella struttura melodica della musica sefardita sono presenti tracce arcaiche: si conservano cadenze e forme in uso nella musica dei menestrelli dell’occidente medievale. Col passare del tempo elementi musicali di tradizioni estranee a quella spagnola hanno influenzato buona parte del repertorio sefardita : scale, modi, ornamenti, microtonalità, improvvisazioni guidate e stile interpretativo delle tradizioni del mediterraneo (Turchia, Egitto) e dei balcani (Yugoslavia, Bulgaria, Grecia).

La musica sefardita ci è giunta attraverso la tradizione orale (le prime trascrizioni musicali sono state realizzate soltanto nei primi anni del 1900); era compito delle donne scandire la vita all’interno delle comunità, anche con il loro canto: cantavano storie, e si accompagnavano col pandero (tamburello), unico strumento da loro utilizzato per battere il ritmo.

Dal momento della diaspora (la dispersione seguita alla distruzione di Gerusalemme ad opera dei Romani nel 70 d.C.), fino al 1948, (quando fu fondato lo stato di Israele), non è esistita una nazione del popolo ebraico, ma una moltitudine di comunità, disperse in almeno quattro continenti, a volte molto distanti tra loro e spesso immerse in un ambiente ostile.

Di conseguenza non esiste uno stile nazionale unitario per la musica di quel popolo: gli ebrei hanno sempre assorbito ampiamente le tradizioni musicali dei paesi ‘ospiti’, come è accaduto in Spagna.

DOVE POSSIAMO ASCOLTARE LA MUSICA SEFARDITA?

La musica della tradizione sefardita è spesso inclusa nei repertori di musica antica non solo ebraica: per esempio nel repertorio dell’ensemble Hesperion XX diretto da Jordi Savall. Anche nel repertorio di Moni Ovadia e di  Klezroym si possono ascoltare brani di musica sefardita.

La canzone sefardita intitolata “Porque lloras blanca niña”, conosciuta anche come “La partida del esposo” è una ballata in forma di dialogo tra un cavaliere e una fanciulla, la sua giovane sposa, che piange perché dovrà rimanere sola molto a lungo: il suo sposo sta partendo per andare in guerra…

 

Ecco il testo in Ladino (lingua giudeo-spagnola)

¿Porque lloras blanca niña, porque lloras blanca flor?
lloro por vos caballero que vos vas y me dejas.
 
Me dejas niña y muchacha chica y de poca edad;
tengo niños chiquiticos lloran y demandan pan.
 
Si demandan a su padre que repuesta les vo a dar?
metio la mano en el pecho, sien dovlones le fue a dar.
 
Esto para que m’abasta para vino o para pan?
Si esto no vos abasta, ya tienes d’onde tomar:
 
Venderas viñas y campos, media patre de la sivdad.
venderas viñas y campos, de la patre de la mar.
 
Vos asperares a los siete, si no, a los ochos vos cazas,
tomares un mancevico que paresca tal y cual
que se vista las mis ropas sin sudar y sin manchar.
 
E  la traduzione in italiano:
 
Perché piangi bianca fanciulla, perché piangi candido fiore?
Piango per voi, Cavaliere, che state per lasciarmi.
 
Mi lasciate, giovane ragazza di pochi anni;
ho i bambini piccoli che piangono e chiedono del pane.
 
Se domandano del loro padre che risposta devo dare?
Il Cavaliere si mise una mano sul petto, e le diede cento dobloni.Questo per cosa mi basta, per il vino o per il pane?
Se questo non vi basta, tu hai dove trovarne di più:venderai le vigne e i campi, mezza parte della città.
venderai le vigne e i campi, dalla parte del mare.

Mi aspetterai sette anni, se non torno, all’ottavo anno potrai sposarti,
prenderai un giovane  simile a me

che si vesta coi miei abiti senza sudare e senza macchiare.

 

Per approfondimenti :

https://evoeh.es/es/musica-sefardi/

http://www.lynngumert.com/sephardic-music.html

 

 

 

 

 
Pubblicato da: Patrizia Barzaghi | 7 ottobre 2009

Una danza rinascimentale : la Pavana

La Pavana è una danza di corte che si diffuse agli inizi del XVI secolo in Europa: è caratterizzata da un incedere lento,  solenne e maestoso.

Il nome deriva probabilmente da Padova città dove questa danza ebbe origine.

Tuttavia, esiste anche una forma spagnola di questa danza, e si pensa che il nome possa derivare dalla parola pavone (in spagnolo Pavo) : in effetti le coppie entrano in corteo e percorrono la sala lentamente, quasi “pavoneggiandosi”; ecco perchè la Pavana era la danza preferita dalla nobiltà che poteva farsi ammirare ostentando i ricchi e pesanti abiti , affermando così il proprio prestigio sociale nella corte.

La Pavana fu pubblicata per la prima volta a Venezia nel 1508 da Ottaviano Petrucci, nel libro per liuto di Ambrosio Dalza; esempi successivi di Pavane furono pubblicati nelle raccolte del francese Pierre Attaignant (1529) e lo spagnolo Luis de Milan (1535).

La Pavana, intesa come danza, rimase di moda nelle corti europee per due secoli e poi scomparve, ma molte Pavane furono composte nei secoli seguenti fino ai giorni nostri.

Esempi famosi di composizioni moderne sono le pavane di  Gabriel Fauré (1887)  e di  Maurice Ravel (1899)

Una curiosità: il passo cadenzato della Pavana sopravvive oggi in quello che viene chiamato “hesitation step” (passo dell’esitazione!) usato a volte nei matrimoni durante l’ingresso con la marcia nuziale!

Pubblicato da: Patrizia Barzaghi | 3 ottobre 2009

Banks of Spey – Danza delle Highlands

Banks of Spey è una   strathspey : questo nome, così difficile da pronunciare, è il nome di  una regione della Scozia e indica anche una danza tradizionale delle Highlands.

La strathspey è una danza in 4/4,  piuttosto vivace e caratterizzata  dal ripetersi di una nota breve seguita da una nota puntata : questo  viene chiamato Scotch snap (curiosamente è detto anche ritmo lombardo!) e tradizionalmente viene suonato esagerando il ritmo per enfatizzare l’espressione musicale. L’esempio più famoso è nella melodia  Auld Lang Syne che spesso si sente cantare in occasione del Capodanno o in molte manifestazioni musicali scozzesi.

Di solito questa danza è molto veloce, anche se è più solenne di altre danze scozzesi come le hornpipes o le gighe,  ed è quasi sempre abbinata ad un reel, che è in 2/2 e rilascia la tensione ritmica creata durante la strathspey.

Secondo un’ipotesi affascinante il ritmo di questa danza riproduce il ritmo della lingua Gaelica scozzese.  Quando  alla melodia era abbinato il testo si tramandava anche lo stile del canto: anche qui il ritmo ha la precedenza e costringe ad un alternarsi di sillabe corte seguite da sillabe lunghe che è quasi innaturale, ma deve essere esattamente così perchè la danza funzioni . (fonte : Traditional Gaelic song and singing sean-nós)

Queste danze furono originariamente composte per essere suonate col violino, che con una tecnica particolare dell’archetto può riprodurre lo “Scotch snap”; in seguito molte strathspey piu’  recenti furono composte nel  XVIII e nel XIX secolo da William Marshall e James Scott Skinner i quali  scrissero danze per arpa, pianoforte, violino e violoncello.

William Marshall  (1748-1843) fu uno dei più prolifici compositori dell’età d’oro della musica scozzese per violino: compose 257  brani di cui  quasi metà sono strathspey; Banks of Spey è uno dei più popolari.

Pubblicato da: Patrizia Barzaghi | 25 settembre 2009

Antidotum Tarantulae

Le origini di questo brano sono molto antiche: le prime tracce documentate risalgono però a tempi relativamente recenti: nel  1673  il Gesuita  Atanasius Kircher stava raccogliendo i primi esemplari di canti popolari della Puglia: trascrisse poche battute di un pentagramma che riportavano il ritmo di una pizzica. Il religioso aveva sentito dire che questa musica era terapeutica perché guariva dal veleno del morso del ragno. Perciò aveva pregato alcuni suoi confratelli, che operavano in Puglia, di registrarne le note e inviargli documentazione.

La  storia di questo brano risale dunque  a quando si credeva che le convulsioni causate dal morso velenoso della tarantola, potessero essere guarite attraverso la musica: danza e musica erano parte di un rituale sacro, e purificavano il corpo e lo spirito.
Nel 1600 i padri gesuiti di Terra d’Otranto cominciarono cosi un’ opera di trascrizione delle musiche utilizzate in certi riti popolari di guarigione e grazie a questo lavoro di trascrizione  hanno contribuito a far giungere fino ad oggi la musica di antiche tarantelle.

L’Antidotum Tarantulae veniva certamente ripetuto più e più volte di seguito, idealmente ripetuto all’infinito, fino ad ottenere una sorta di trance, di acquietamento delle convulsioni con un giro armonico semplice, ossessivo, ipnotico.

Antidotum Tarantulae : la danza terapeutica per guarire dal veleno del morso della tarantola - stampa del XVII secolo

Antidotum Tarantulae : la danza terapeutica per guarire dal veleno del morso della tarantola - stampa del XVII secolo

Oggi si trovano ancora copie in antiche riproduzioni che raffigurano i velenosi ragni salentini insieme a una rudimentale mappa pugliese della diffusione dell’insetto letale e, accanto o sopra la mappa, una sorta di pergamena con pentagramma segnato dalle note di una melodia.

I medici dell’epoca ritenevano che si potesse guarire il malato suonando quella melodia per ore e facendolo danzare fino allo sfinimento delle forze!

Ecco che la musica diventava terapia.


Pubblicato da: Patrizia Barzaghi | 29 agosto 2009

Appunti di viaggio : la Toscana

Borgo a Mozzano, Valdottavo, Pontremoli …. Patrizia Borromeo aveva organizzato un bel tour per presentare il suo ultimo CD “Similitudini” e all’ultimo momento una piccola rappresentanza del Cerchio delle Fate ha deciso di accompagnarla!

Ed ecco che quella che era nata come una mini vacanza improvvisata si è trasformata in una splendida occasione musicale.

Concerto del 18 agosto a Borgo a Mozzano (LU) - Giardino ex convento oblate

Concerto del 18 agosto 2009 a Borgo a Mozzano (LU) - Giardino ex convento oblate

Concerto del 19 agosto 2009 a Valdottavo (LU)

Concerto del 19 agosto 2009 a Valdottavo (LU)

Ad ogni tappa abbiamo incontrato persone cordiali e disponibili che ci hanno accolto a braccia aperte e ci hanno fatto sentire “a casa”.

E’ stato emozionante  incontrare tanta gente,  soprattutto tanti  bambini che hanno ballato con la nostra musica, in particolare nella cornice medievale del Castello del Piagnaro, a Pontremoli (MS), in occasione della manifestazione Medievalis.

Qui lo splendido allestimento organizzato dal Sestiere Castellare di Pescia ha richiamato migliaia di visitatori durante i quattro giorni della rievocazione storica e  nella bellissima sala del Torrione e sotto le stelle sulla terrazza del torrione  abbiamo suonato fino a tarda sera.

Agosto 2009 - Musica d'arpa a Medievalis - Pontremoli (MS)

20-23 Agosto 2009 - Musica d'arpa a Medievalis - Pontremoli (MS)

Musica d'arpa alla Torre - 22 agosto 2009 - Castello del Piagnaro

Musica d'arpa alla Torre - 22 agosto 2009 - Castello del Piagnaro

Pubblicato da: Patrizia Borromeo | 21 giugno 2009

Primavera & estate al bosco delle Querce, Seveso (Mi)

Il giorno 21 giugno 2009,  primo giorno d’estate, ci troviamo immerse nel verde del parco delle querce.

Locandina dell'evento organizzato da sistema parchi Regione Lombardia e Spazio Giovani di Seveso

Lo spazio giovani di Seveso (MI)  in sintonia con il “sistema parchi” – regione Lombardia,

ed il sostegno di altre associazioni locali,  organizza una serie di occasioni per vivere insieme il parco.

A partire dal 20 giugno

si alternano sotto le fronde delle giovani querce:

il campo scout, installazioni artistiche, spettacoli teatrali, mostra fotografica e esibizioni di gruppi musicali, fra cui il nostro.

Le fate nel bosco e gli alberi musicali

Concerto nel Bosco delle Querce di Seveso (MI), 21 luglio 2009

L’occasione , oltre che piacevole  ( suonare fra gli alberi e’ molto “bello”!),  ha una valenza socio-culturale non indifferente.

I fatti disastrosi della Icmesa non vanno dimenticati quanto non va sottovalutato l’impegno di uomini e donne che intendono impegnarsi perché la memoria possa  “raccontare” anche alle generazioni più giovani quanto avvenuto.

Il Bosco delle Querce di Seveso e Meda sorge su un territorio di 43 ettari.

( Ingressi: Via Ada Negri, Via Redipuglia, Via Vicinale dei Boschi)

Il Bosco è nato sull’area maggiormente colpita ed inquinata dalla nube tossica (zona A), che si sprigionò il 10 luglio del 1976 dalla fabbrica ICMESA di Meda, di proprietà della multinazionale elvetica Givaudan.

La nube tossica conteneva, tra le altre sostanze tossiche, la diossina.

per saperne di più :

http://www.ersaf.lombardia.it/default.aspx?pgru=4&psez=129

« Newer Posts - Older Posts »

Categorie